Il Gazzettino | 2013

Bach e la fisarmonica “ispirata” nel disco del Duo Dissonance

Gennaio 2013 | Recensione a cura di Elena Filini

Il Duo Dissonance chiude il 2012 con “Riscrivere”, cd di trascrizioni bachiate dedicato alla memoria del compositore e fisarmonicista Salvatore Gesualdo.

” Se c’è qualcuno che deve tutto a Bach, questi è proprio Dio” scrive Emil Cioran. Ma se c’è qualcuno a cui la fisarmonica classica deve oggi molto, almeno in Italia, questi sono Roberto Caberlotto e Gilberto Meneghin, autori di una ricerca timbrica e musicale isolata e perseguita con determinazione e purezza.

Interrogarsi sulla bellezza del mondo, in forma musica, in forma repertorio, in forma suggestione, e cambiarle d’abito senza snaturarla è da sempre il puntiglio del Duo Dissonance. Che si è trovato in mano uno strumento polifonico e pieno di densità come l’organo, tondo e flessuoso come un legno, cagionevole e delicato come la voce umana. La fisarmonica.

Dignità appena superiore all’organetto di barberia, strumento da fiera e da folk, con tutto un mondo estetico e spirituale da cogliere.

Dal silenzio di quel mondo Caberlotto e Meneghin traggono, tra molte belle scoperte e qualche inevitabile deviazione, qualcosa di più di un semplice repertorio. Un mondo a somiglianza della lora infinita passione per la fisarmonica, di cui curano gli accenti, i suoni, le inflessioni. [..] Le molte lodi non fanno che accrescere l’impressione di un lavoro ispirato, senza dubbio sino ad ora il migliore prodotto del complesso e vivace itinerario dei Dissonance.

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04/11/2019

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