La fisarmonica ha sostituito la mia maestra d’asilo: era lei che giudicava i miei progressi e mi puniva se non mi applicavo abbastanza (naturalmente, insieme all’assistenza di mia nonna, fautrice primaria del mio precoce fisarmonicismo).

Da allora non mi ha più abbandonato, accompagnandomi anche quando gli studi avevano dato la precedenza alla mia passione per i motori. La musica però prende il sopravvento (considerato anche che ero migliore come musicista che come meccanico…) ed inizia così una bella esperienza di insegnamento. Attraverso lo strumento nasce un nuovo rapporto con il mondo.

Come tutte le cose che per rimanere belle devono essere brevi (ma mica poi tanto…) ad un certo punto, per poter dedicare maggior tempo alla musica, smetto i panni di insegnante, e mi dedico, a tempo più circoscritto, al settore abbigliamento femminile. Cosa c’entra? Penserete voi. 

Molto più di quanto possiate immaginare…

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